CORSI FITNESS ONLINE
Cos’è successo davvero in Italia nel 2020.

Quali e quante attività sono state proposte
e qual è stato realmente l’interesse dell’utente finale.
La prima analisi ufficiale su 1.500 centri sportivi italiani
e oltre 400.000 utenti finali.
www.bookyway.com

logo Bookyway Analytics

Avere le corrette informazioni su quello che è successo nel mondo del fitness online da marzo ad oggi è una delle chiavi di volta, per il titolare di un centro, per capire quali sono le nuove esigenze e saper anticipare le tendenze di mercato, oltre ad essere più preparato per nuovi (speriamo di no) possibili lockdown.

Grazie a BookyWay, l’App di prenotazione per centri fitness più economica e più diffusa in Italia, possiamo analizzare dati su un campione di 1.500 centri ATTIVI* prima del lockdown (distribuiti omogeneamente su tutto il territorio nazionale, isole comprese) e circa 400.000 utenti finali.

Le strutture sportive analizzate rientrano in queste categorie: yoga - pilates - crossfit - palestra classica - danza - nuoto - combat - personal training e altre discipline minori.



*Attivi significa che quotidianamente utilizzano BookyWay per gestire le prenotazioni dei corsi in sala e online.

1
Quante strutture sportive hanno declinato parte della loro attività in corsi online?
online durante il primo lockdown
online durante il secondo lockdown
  • Percentuali calcolate sui seguenti filtri temporali:
    Primo lockdown: dal 9 marzo al 18 maggio
    Secondo lockdown: dal 9 novembre al 31 gennaio.

Durante il secondo lockdown possiamo notare un incremento delle strutture che hanno iniziato le attività online; meno di quello che ci saremo aspettati seguendo i trend riportati dai maggiori media negli ultimi mesi. Questo significa che nonostante sia evidente la nascita di un nuovo mercato, molti professionisti del fitness sono ancora oggi reticenti ad iniziare questa attività, nonostante siano potenzialmente in possesso di tutti gli strumenti digitali necessari.

Ancora molti probabilmente attendono la fine della pandemia per un ritorno alla normalità, non valutando la possibilità di tenere il fitness online come business collaterale anche in futuro.

Molti centri si sono invece già strutturati per proporre le lezioni in modalità diretta e/o registrata mettendole in palinsesto in contemporanea alle lezioni in sala. Altri hanno addirittura deciso di declinare la loro attività esclusivamente attraverso l’online.

È presumibile infatti (come è accaduto tra il primo e secondo lockdown) che alcuni clienti continueranno a frequentare le lezioni online per una serie di motivi: mancanza di tempo, impegni famigliari, costi inferiori, poca propensione a frequentare il centro (per timidezza, disagio ad esibire la propria fisicità, o altro) o per seguire un determinato istruttore/corso fuori dalla propria zona geografica.

2
Quali attività sono state proposte per i corsi online?
Quali hanno avuto maggiori PARTECIPAZIONI?

In questi due grafici (a torta) si evidenzia la percentuale di partecipazioni e di proposte di ogni attività rispetto alle altre.
La crescita o il calo in percentuale (sia nella proposta che nelle partecipazioni) è da considerarsi perciò in relazione alla variazione di tutte le altre.

Distribuzione attività tabella
Distribuzione attività
Distribuzione attività legenda5
Distribuzione attività tabella
Distribuzione attività
Distribuzione attività legenda5
  • Nei grafici, l'ampiezza delle fasce colorate è riferita alla % di iscrizioni, lo spessore è riferito alla % di proposte.

  • PERCENTUALI CALCOLATE SUI SEGUENTI FILTRI temporali:
    Primo lockdown: dal 9 marzo al 18 maggio
    Secondo lockdown: dal 9 novembre al 31 gennaio.

  • NOTA SULLE CATEGORIE
    Fitness coreo: attività aerobica coreografica (step coreo, aerobica, ecc).
    Funzionale: attività a corpo libero o con semplici attrezzi (atletica, calisthenics, ecc).
    Power: attività di tonificazione con attrezzi o a corpo libero (GAG, pump, ecc).
    Wellness: attività di benessere psicofisico (stretching, flexibility, ecc).
    Fun: attività di fitness musicale (Zumba®, Country Fitness©, ecc).

Nel seguente grafico (a barre) evidenziamo invece la variazione in percentuale rispetto al numero assoluto di partecipazioni e di proposte (per ogni categoria) tra il primo e il secondo lockdown. Le colonne in blu indicano le partecipazioni mentre quelle rosse le proposte.

Grafico delle attività
Tabella delle attività

È evidente una maggiore offerta e relativa domanda delle attività che più delle altre si prestano al fitness online (il nuoto ovviamente non è presente).

L’allenamento funzionale online è quello che occupa la maggiore fetta di mercato (24,3 % sulle partecipazioni nel secondo Lockdown) seguito a ruota dal Pilates (19,1%) e dallo Yoga (15,8%). Ci ha sorpreso notare che sia come proposta che come prenotazioni il Pilates superi sia pur di poco lo Yoga.

Le percentuali di iscrizione (interesse) non sono sempre in proporzione rispetto alla percentuale di attività proposte. Consigliamo perciò agli addetti ai lavori di valutare entrambe le metriche.

Evidenziamo alcuni elementi significativi:

Il Personal Training online, pur occupando nel panorama del fitness una delle fette più piccole di mercato (0,2% nel primo lockdown e 0,7% nel secondo), è l’attività che ha avuto maggior crescita (come numero assoluto di partecipazioni) tra il primo e il secondo lockdown, ben 1.550%. La proposta particolarmente alta rispetto all’offerta (3.094%) evidenzia inoltre particolare fermento confermando anche nell’online la grande vivacità di mercato evidente dalle numerose aperture di nuove strutture avvenute negli ultimi anni.
Sempre più utenti preferiscono infatti affidarsi a dei personal trainer anziché frequentare un centro sportivo. Il personal trainer costa di più (sul singolo allenamento o su un corso di gruppo) ma i risultati - per raggiungere la forma fisica desiderata - sono più veloci in quanto l’allenamento viene studiato ad hoc dal personal trainer che è anche un motivatore. Altro aspetto importante è “l’obbligo” psicologico di dover mantenere un impegno, cosa diversa nel caso della palestra dove (nel caso ad esempio di stanchezza o poca motivazione) si rinuncia più facilmente.
Questa tendenza ha permesso ancora prima del Covid l’apertura di numerosi studi. E la necessità di lavorare online non ha scoraggiato i PT, anzi, molti si stanno attrezzando e/o si sono già attrezzati adibendo una zona del loro studio in un vero e proprio set professionale di ripresa con tanto di green screen, videocamere, microfoni e programmi per il montaggio video; attività che non esclude ovviamente quella della presenza in sala.

Yoga online: differenza di altre attività, nello Yoga questi numeri ce li aspettavamo un po’ tutti, tranne forse alcuni operatori con un’avversione istintiva al digitale. Un 14,8% di partecipazioni complessive nella torta generale del fitness su un 17,5% di proposte (perfettamente in linea) nel secondo lockdown e un 15,8% di partecipazioni su un 17,2% di proposte nel secondo lockdown Aumentano cioè le prenotazioni mentre rimangono pressoché invariata le proposte. Altro dato: la variazione in percentuale rispetto al numero assoluto di partecipazioni e di proposte tra il primo e il secondo lockdown è rispettivamente del +411% e +638% (vedi grafico).
I motivi per cui non siamo sorpresi sono molti ed andrebbero tutti argomentati ma proviamo a fare un lavoro di sintesi sui principali.
Prima di tutto lo Yoga è probabilmente in assoluto l’attività (tra quelle prese in esame) che maggiormente si presta all’online: non servono attrezzature specifiche, non è necessario praticarlo in gruppo, i movimenti lenti si prestano ad essere chiari anche osservando uno schermo. La location più adatta per questa pratica – che è anche meditativa oltre che fisica - potrebbe in molti casi essere migliore quella ricavata in una stanza di casa rispetto ad alcune situazioni dove gli inseganti per vari motivi son costretti a lavorare in ambienti asettici (come sono ad esempio alcune palestre disadorne e con luci fredde e/o non proprio silenziose).
Altro motivo è da ricercare nella filosofia stessa dello Yoga e dei suoi benefici sullo stato psicofisico della persona. Pur avendo avuto i suoi arbori in Italia negli anni 60 ed essere arrivato al culmine del suo interesse nell’epoca della new age, ha poi perso progressivamente smalto sino a tornare nuovamente in voga ai giorni nostri grazie al grande diffondersi di innumerevoli pratiche legate al mondo olistico. Ecco che le privazioni massicce e lo stress a cui siano stati sottoposti nel periodo del Covid, ha trova nello Yoga – se pur online – un’utile tecnica di armonizzazione e di centratura del pensiero oltre a portare enormi benefici grazie a movimenti (studiati da secoli) che si possono effettuare in spazi molto ridotti.

Particolare attenzione va posta anche alle attività di Bike (Indoor Cycling) online, anch’essa incrementa nel secondo lockdown la piccola fetta di mercato del primo lockdown (da 1,6% a 4,3%) grazie ad un’aumento (come numero assoluto di partecipazioni) tra il primo e secondo periodo del 1.156%. Il settore della attrezzature per l’home fitness (oltre alle bike si parla molto anche dei rulli…) confermano questo trend.

Crescono a ruota (come numero assoluto di partecipazioni) sempre con percentuali molto importanti, tutte le altre categorie confermando un maggior interesse sia nell’offerta che nella domanda delle attività online nel secondo lockdown.

Un’analisi a parte merita la categoria CrossFit® online. Nonostante abbiamo visto negli ultimi anni un proliferare di nuovi Box, tra il primo e il secondo lockdown si rileva per l’online un calo del 15,1% (come numero assoluto di partecipazioni) nonostante un +24% delle attività proposte. Come peso totale sul mercato passa da un 5,9% di partecipazioni a un 1%. Da un’intervista fatta appositamente ad alcuni Box (clienti di BookyWay) si evince che questo calo sia dovuto ad un mix di fattori: dalla complicazione di tenere dei WOD in casa (mancanza di attrezzature specifiche e difficoltà di descrivere in modo dettagliato alcuni esercizi) alla complessità di ricreare anche fuori dai box il mood, lo spirito di gruppo e il senso di appartenenza ad una community: punti di forza del CrossFit®.

3
Quante sono le attività online complessive calendarizzate rispetto al palinsesto in sala?

Quante sono le prenotazioni online effettive rispetto alle prenotazioni effettuate in sala?
1° LOCKDOWN
Attività online
2° LOCKDOWN
online durante il secondo lockdown
1° LOCKDOWN
Attività online
2° LOCKDOWN
online durante il secondo lockdown
  • Percentuali calcolate sul raffronto numerico totale delle attività e delle prenotazioni.

  • Percentuali calcolate sui seguenti filtri temporali di un mese:
    - Pre primo lockdown: dal 1 febbraio al 29 febbraio
    - Primo lockdown: dal 1 aprile al 30 aprile
    - Pre secondo lockdown: dal 1 settembre al 30 settembre
    - Secondo lockdown: dal 20 novembre al 20 dicembre

  • Nota: va tenuto presente che il raffronto è stato eseguito necessariamente su due diverse mensilità che potrebbero perciò aver avuto anche, nelle sola attività in sala, delle lievi variazioni rispetto ai due periodi (sono stati esclusi range festivi e/o i classici picchi/crolli stagionali).

Questa statistica evidenzia la quantità di attività proposte complessivamente online rispetto alla totalità delle attività proposte in sala (prima dei lockdown). Il valore si aggira attorno al 5%, dato che aumenta leggermente nel secondo periodo.

Quello che però più ci interessa è la reale partecipazione a queste attività online rispetto alle precedenti in sala: ecco che il valore si attesta a poco più del 9% nel primo lockdown, per superare il 12% nel secondo…

Oggetto di riflessione per gli operatori del fitness: la domanda rispetto all’offerta è sensibilmente più alta nel caso dell’online… Questo fa pensare che c’è ancora molto spazio per la proposta.

4
Attività in diretta vs registrate
Attività in diretta vs registrate
Attività in diretta vs registrate
  • Nei grafici, l'ampiezza delle fasce colorate è riferita alla % di iscrizioni alle live vs registrate, lo spessore è riferita alla % di proposte delle live vs registrate.

Come possiamo notare, nel primo lockdown le attività proposte in modalità registrata (in linea peraltro alle iscrizioni) erano relativamente poche rispetto alle “live”: un 7%. Percentuale che raddoppia nel secondo lockdown assestandosi a un 17%, tendenza che riteniamo avrà ulteriori sorprese positive nel futuro a breve.

Nota importante: nel secondo lockdown sono nate innumerevoli piattaforme di web streaming nel mondo del fitness, la maggior parte delle quali si rivolgono però direttamente al consumer finale, attraverso un palinsesto di corsi di istruttori (in molti casi anche stranieri) scelti dalla piattaforma. Non sono cioè, come nel caso di BookyWay, piattaforme costruire a uso dei centri sportivi affinché questi gestiscano le loro registrazioni. Rivolgendo principalmente questa analisi a beneficio delle strutture sportive è importante sottolineare che i dati sopra riportati non sono inquinati da questa nuova tendenza.

Riteniamo che i titolari dei centri fitness debbano tenere ben presente questa importante evoluzione ritagliandosi un mercato con i loro clienti, già fidelizzati, che non sarà necessariamente in competizione diretta con tutte queste nuove piattaforme di web streaming.

5
Attività a pagamento vs gratuite
Attività a pagamento vs free
Attività in diretta vs registrate
  • Nei grafici, l'ampiezza delle fasce colorate è riferita alla % di iscrizioni di attività a pagamento vs free, lo spessore è riferito alla % di proposte di attività a pagamento vs free.

Tutti gli operatori del nostro settore sanno che nel primo lockdown sono state trasmesse, in modalità live o registrata, una quantità impressionante di lezioni gratuite su web, attività che ha portato dei risvolti negativi a tutto il settore, sia per la pessima qualità video, che per il rischio di compromettere il valore economico di un mercato totalmente nuovo.

Le motivazioni sono molteplici e vanno dalla paura (giustificata) di proporre a pagamento un servizio non erogato alla qualità professionale necessaria, alla ovvia necessità di far rientrare queste attività all’interno degli abbonamenti già pagati. Una delle motivazioni è da ricercare però anche nella mancanza di uno strumento informatico di supporto a tutta l’organizzazione da remoto, ossia: la gestione, le prenotazioni, i pagamenti, la partecipazioni alle live da pc o da smartphone attraverso un’app integrata alle piattaforme (come ad esempio Zoom) che impedisca la condivisione dei link ai non iscritti o la criptazione nel caso dei video registrati.

Avendo i clienti di BookyWay tutto questo a loro disposizione, assieme a una scuola di formazione per la realizzazione professionale delle dirette e dei video, hanno potuto da subito proporre a dei giusti prezzi l’online. La percentuale che trovate in questa analisi è perciò presumibilmente diversa rispetto a quella di tutti i centri non attrezzati con apposite piattaforme.

Come possiamo vedere, fortunatamente, le attività totalmente free sono state infatti solo del 12%, percentuale che si abbassa ulteriormente nel secondo periodo portandosi a un 7,58%.